I librai in Italia nel ‘700 e i loro cataloghi

Biblioteca Palatina, Sala Maria Luigia - Biblioteca Palatina e Museo Bodoniano

mercoledì 27 maggio 2009 - seminario

 

I librai in Italia nel ‘700 e i loro cataloghi

Mercoledì 27 maggio 2009 prosegue il ciclo di seminari Che cosa vuol dire oggi fare storia del libro?

organizzato dalla Biblioteca Palatina e dal Museo Bodoniano

 

Mercoledì 27 maggio 2009 alle ore 16.00 presso il Salone Maria Luigia della Biblioteca Palatina si terrà il seminario dal titolo I librai in Italia nel ‘700 e i loro cataloghi.

E' l'ottavo appuntamento di un importante ciclo di incontri in cui studiosi nazionali ed internazionali intervengono sul significato e sulle metodologie della storia del libro nel XXI secolo.

Andrea De Pasquale, direttore della Biblioteca Palatina e del Museo Bodoniano, introdurrà l'intervento di Maria Gioia Tavoni, docente ordinario di Bibliografia e di Archivistica all'Università degli Studi di Bologna.

La conferenza tratterà la tematica dell'editoria italiana del Settecento, quando al diffondersi della tipografia si contrappone l'affermarsi di un mestiere antico quale quello del libraio ‘puro' che smercia opere non uscite da propri torchi, ma caratterizzate da un ampio ventaglio di proposte frutto della produzione di altri paesi, in particolare della Francia. Sia i librai autoctoni che quelli francesi si avvalgono in particolare di uno strumento che proprio in questo periodo si affina per incontrare una clientela sempre più attenta e più motivata quanto ai gusti di lettura: il catalogo a stampa, carta di identità di molti operatori del settore.

Quale sede migliore per ospitare questo seminario se non la Biblioteca Palatina, che nasce nel 1769 in seguito ad un' accurata opera di ricerca biblioteconomica del Padre teatino Paolo Maria Paciaudi. Come è noto il Paciudi, incaricato dalla Corte nel 1761 di istituire una biblioteca "di pubblica utilità", dopo aver a lungo viaggiato in Francia, incontrato politici, cortigiani e intellettuali, visitato biblioteche e dopo aver fallito l'acquisto di raccolte già costituite, si procurava migliaia di libri avvalendosi delle sue erudite conoscenze bibliografiche e soprattutto dei cataloghi editoriali e antiquari che la Biblioteca Palatina ancora oggi conserva nelle sue raccolte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I librai in Italia nel ‘700 e i loro cataloghi

Mercoledì 27 maggio 2009 prosegue il ciclo di seminari Che cosa vuol dire oggi fare storia del libro?

organizzato dalla Biblioteca Palatina e dal Museo Bodoniano

 

Mercoledì 27 maggio 2009 alle ore 16.00 presso il Salone Maria Luigia della Biblioteca Palatina si terrà il seminario dal titolo I librai in Italia nel ‘700 e i loro cataloghi.

E' l'ottavo appuntamento di un importante ciclo di incontri in cui studiosi nazionali ed internazionali intervengono sul significato e sulle metodologie della storia del libro nel XXI secolo.

Andrea De Pasquale, direttore della Biblioteca Palatina e del Museo Bodoniano, introdurrà l'intervento di Maria Gioia Tavoni, responsabile scientifico della Biblioteca di Italianistica dell'Università di Bologna.

La conferenza tratterà la tematica dell'editoria italiana del Settecento, quando al diffondersi della tipografia si contrappone l'affermarsi di un mestiere antico quale quello del libraio ‘puro' che smercia opere non uscite da propri torchi, ma caratterizzate da un ampio ventaglio di proposte frutto della produzione di altri paesi, in particolare della Francia. Sia i librai autoctoni che quelli francesi si avvalgono

in particolare di uno strumento che proprio in questo periodo si affina per incontrare una clientela sempre più attenta e più motivata quanto ai gusti di lettura: il catalogo a stampa, carta di identità di molti operatori del settore.

 

Quale sede migliore per ospitare questo seminario se non la Biblioteca Palatina, che nasce nel 1769 in seguito ad un' accurata opera di ricerca biblioteconomica del Padre teatino Paolo Maria Paciaudi. Come è noto il Paciudi, incaricato dalla Corte nel 1761 di istituire una biblioteca "di pubblica utilità", dopo aver a lungo viaggiato in Francia, incontrato politici, cortigiani e intellettuali, visitato biblioteche e dopo aver fallito l'acquisto di raccolte già costituite, si procurava migliaia di libri avvalendosi delle sue erudite conoscenze bibliografiche e soprattutto dei cataloghi editoriali e antiquari che la Biblioteca Palatina ancora oggi conserva nelle sue raccolte.