Beni Culturali Direzione Regionale Per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Il Novecento - Il Bombardamento e la ricostruzione

bombardamento

Edoardo Alvisi traghettava nel nuovo secolo la Biblioteca dirigendola fino alla prima guerra mondiale (1893-1915) e sotto la sua guida si trascrivevano su grandi volumi le schede mobili del Catalogo paciaudiano aggiornato con i successivi acquisti e doni; si compilavano grossi "Cataloghi a materie" del patrimonio bibliografico; per decisione del sindaco Giovanni Mariotti, che intendeva  liberare Piazzale della Pace "da informi costruzioni", veniva abbattuto l'avanposto che ospitava la Sala derossiana adiacente alla Galleria dell'Incoronata e veniva costruita in altra parte della Pilotta e comunicante con il Salone Maria Luigia una nuova struttura, nelle identiche dimensioni della precedente, dove vennero trasferiti l'arredo e il suo prezioso contenuto di codici e incunaboli.

Affrontarono le ristrettezze economiche conseguenti agli eventi bellici i direttori successivi Carlo Frati (1915-1918), Girolamo Dell'Acqua (1918-1922) e Antonio Maria Boselli (1922-1927), che si vide costretto a sospendere numerosi abbonamenti a prestigiose riviste italiane e straniere e al quale si deve il parziale riordinamento dell'Epistolario parmense.

Secolo di spoliazioni il Novecento per la Biblioteca: intorno agli anni Venti veniva consegnato all'Archivio di Stato un cospicuo numero di pergamene e nel 1934 Pietro Zorzanello, direttore dal 1927, fu costretto a "restituire" alla Biblioteca statale di Lucca più di cento manoscritti del Fondo Palatino pertinenti alla storia di quel territorio, solo in parte compensato l'anno successivo con il dono della Biblioteca di Mansueto Tarchioni costituita da circa 18.000 volumi e da un migliaio di opuscoli; trasferito in sottordine per non essersi piegato alla superiore più retriva gerarchia fascista, Zorzanello lasciava alla Biblioteca il Catalogo degli incunaboli redatto con estrema perizia su schede mobili autografe.

Lo sostituiva Giovanni Masi (1935-1952), che affrontò con coraggio e determinazione la ricostruzione della Biblioteca colpita nell'aprile e nel maggio del 1944 dalle bombe inglesi che avevano distrutto parte della Pilotta, trascinando nelle macerie circa 21.000 volumi della storica Galleria Petitot, della Sala di consultazione, dei Fondi conventuali, ma nel 1950 riuscì a incrementarne il patrimonio con l'intera Biblioteca di Mario Ferrarini.

Maria Teresa Danieli Polidori (1952-1957) inaugurò la ricostruita Galleria Petitot.

Angelo Ciavarella, bibliofilo, dirigeva la Palatina fino al 1973; suo merito l'avere realizzato, coinvolgendo autorità, uomini e istituzioni nei problemi della Palatina, il suo progetto museale di valorizzazione dell'attività e produzione bodoniane, concretizzatosi nel 1960 con la istituzione del Museo Bodoni, e nel 1964 con l'acquisizione del fondo Micheli-Mariotti.

Dopo le brevi direzioni di Diego Maltese (1973), Serenella Baldelli Cherubini (1973-1978), Carla Guiducci Bonanni (1979) e alcune reggenze, la Palatina è stata diretta da Leonardo Farinelli (1991-2007), che con varie iniziative, tra i quali l'informatizzazione dei servizi, attività didattica per scuole di ogni ordine e grado, cercò di reinserirla soprattutto nel contesto culturale delle istituzioni ed enti della città, dopo un lungo periodo di chiusura (1983-1991) a causa di lavori resisi necessari per la messa a norma degli impianti; acquisisce la Biblioteca del prof. Bertani, di Ciavarella, della famiglia Salvadori-Bovi, l'archivio dei parlamentari Carlo Buzzi e Andrea Borri, del giornalista Baldassarre Molossi; nel 1994 il fondo orientale è incrementato con l'acquisto sul mercato antiquario dei codici etiopici di Antonio Mordini e di altri 19 acquisiti successivamente.

 

Biblioteca Palatina  Strada alla Pilotta,3 - 43100 Parma  Tel.0521 220411 Fax.0521 235662

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