Fondi conventuali

Le soppressioni dei conventi nel parmense sono state eseguite in tempi diversi: nel 1768 vengono soppressi alcuni conventi e corporazioni, fra i principali quelli di San Martino de' Bocci e di Chiaravalle della Colomba, e l'intero ordine della Compagnia di Gesù.
Mentre per i libri dei primi si hanno tracce rare, per le biblioteche gesuitiche si conoscono inventari e registri che indicano le opere pregevoli individuate da P. M. Paciaudi per essere collocate nella Parmense.
Esse risultano in gran parte disperse fra le altre opere della biblioteca, salvo un cospicuo gruppo di carattere divulgativo strettamente collegato all'attività e alla storia dei gesuiti.
La seconda soppressione, sembra essere avvenuta in due tempi, nel 1805 e nel 1810: la prima non sembra aver avuto rilevanza ai fini della Biblioteca, mentre per quella del 1810 sono stati redatti, da parte degli ufficiali preposti alla soppressione o di loro incaricati, inventari particolari delle biblioteche sui quali il direttore Angelo Pezzana individua i libri da assegnare alla Biblioteca con un semplice "Reservé"; anche questi volumi sono stati collocati fra gli altri dell'istituto, secondo una logica promossa dal Paciaudi e in parte mantenuta dai suoi successori.
Se questo sistema fosse proseguito oggi non avremmo un fondo conventi soppressi.
A seguito dell'Unità d'Italia e dell'aperto contrasto fra il nuovo stato e la Chiesa, nel 1866 avviene l'ultima soppressione.
Tutti i libri delle biblioteche dei conventi vengono consegnati, separatamente alla Palatina e qui ordinati secondo un numero progressivo per ciascun ordine conventuale.
Sono così suddivisi e individuabili:

  • Le opere provenienti dal Convento dell'Annunciata: Conv. Ann. da 1 a 1273 per 3.000 volumi
  • Quelle dei Conventi dei Cappuccini: Conv. Cap. da 1 a 2283 per oltre 4.600 volumi
  • Quelle dei Conventi Riformati: Conv. Rif. da 1 a 1960, per quasi 3.000 volumi
  • Quelle della Biblioteca di San Giovanni Evangelista  Conv. Ben. da 1 a 6103 per oltre 15.000 volumi.

Complessivamente i fondi conventuali conterebbero oltre 25.000 volumi se, come in precedenti occasioni i bibliotecari non avessero ritenuto opportuno estrarre numerose opere  per arricchire i fondi costitutivi della Biblioteca, estrapolando anche manoscritti e incunaboli.  A seguito del bombardamento subito nel 1945 queste collezioni sono finite in disordine cui si è rimediato negli ultimi decenni restituendo ai rispettivi fondi migliaia di opere e volumi e iniziando una accurata opera di restauro dei libri.