Fondo palatino

 Fondo palatino

Il fondo Palatino rappresenta l'incremento più cospicuo nella storia della Biblioteca dalla sua nascita, e avvenne nel 1865 con l'acquisizione, voluta dal governo italiano, della biblioteca privata dei duchi Borbone-Parma, detta Palatina.

Il fondo è costituito da 1032 manoscritti, molti dei quali miniati, 349 incunaboli, e circa trentamila volumi, raccolti a Lucca grazie soprattutto all'opera del bibliotecario Pietro Pera.

Questi incrementò progressivamente l'inizialmente modesta biblioteca di Maria Luigia di Borbone  con collezioni ben più rilevanti, quali la Libreria bertiniana, la Libreria di Lazzaro Papi, e le carte Beccadelli, importanti documenti del periodo del Concilio di Trento.

Il fondo Palatino, messo a disposizione del pubblico a Lucca nel 1837, fu trasferito a Parma dieci anni dopo, in occasione del ritorno a Parma della dinastia; qui il fondo si arricchì della biblioteca privata del duca  Ferdinando I, rimasta nel palazzo ducale di Colorno dopo la sua morte.

I volumi coprono un arco temporale che va dalle cinquecentine a edizioni della metà del XIX secolo, con una consistente presenza di edizioni provenienti dalla Spagna, dalla Francia, dal Regno Unito, dalla Germania e dai Paesi Bassi, oltre ovviamente a quelle italiane.

Non mancano inoltre edizioni ungheresi e un raccolta in lingua armena, costituita da due manoscritti e da 154 libri a stampa.

Occorre infine accennare a due ulteriori materie di ricerca e di studio che è possibile individuare in questo fondo: si tratta della grande quantità di incisioni presenti all'interno dei volumi, e dell'ampia tipologia di legature che gli stessi presentano.

E' attualmente in corso la catalogazione SBN dei libri antichi (1601-1830) del fondo, che sarà presumibilmente completata entro il 2006.