Manoscritti Palatini

FONDO PALATINO

manoscritto palatino 5Il nucleo più prezioso della raccolta dei duchi Borbone-Parma, acquisita nel 1865, è costituito dai manoscritti che oggi formano il fondo Palatino. La relazione tenuta alla R. Accademia Lucchese dal Pera nel 1841 è la fonte principale da cui attingere notizie sulla Biblioteca, che si arricchì nel giro di pochi anni mediante l'acquisizione di intere biblioteche private, in gran parte lucchesi. La prima raccolta manoscritta che entrò a farne parte dopo il 1824 fu quello della libreria Buonvisi, cui seguirono nel 1837 numerosi codici italiani, una sessantina dei quali contengono opere citate nel vocabolario della Crusca, acquistati dal principe Felice Baciocchi. Nello stesso anno fu acquistato l'archivio di monsignor Ludovico Beccadelli.

Nel 1865 i volumi, ai quali si erano aggiunti alcuni testi della raccolta privata di Ferdinando di Borbone, entrarono nelle collezioni della Reale Biblioteca Parmense: Federico Odorici, allora direttore della Biblioteca, parla di un corpus di 1034 manoscritti. Di questi, nel 1934, 170 vennero restituiti alla città di Lucca perché inerenti la storia lucchese.

Tra i manoscritti più importanti del fondo, citiamo qui la Bibbia Atlantica (ms. Pal. 386), il tetravangelo greco dell'XI secolo (ms. Pal. 5), il Breviario di Barbara di Brandeburgo (ms. Pal. 6), i numerosi libri d'ore francesi e fiamminghi, oltre al già citato fondo Beccadelli.